(Terza puntata di una serie di approfondimenti a partire dal Bollettino Economico della Banca d’Italia, n. 1/2026)
Nel Bollettino Economico della Banca d’Italia n. 1/2026 emerge con crescente chiarezza un mutamento che non riguarda soltanto la quantità di credito erogato, ma la logica stessa con cui il credito viene valutato, selezionato e mantenuto nel tempo. Al centro di questa trasformazione vi è un progressivo spostamento dell’attenzione dagli aggregati contabili tradizionali verso le dinamiche prospettiche dei flussi di cassa.
Non si tratta di un affinamento tecnico marginale. È un cambio di paradigma che ridefinisce il concetto stesso di merito creditizio e che incide profondamente sulla relazione tra impresa, banca e sistema finanziario.
1. Dal bilancio storico alla sostenibilità prospettica
Il Bollettino sottolinea come, nel contesto attuale, la redditività storica e la solidità patrimoniale, pur rimanendo elementi rilevanti, non siano più sufficienti a garantire un accesso stabile al credito. Le banche operano oggi in un ambiente caratterizzato da maggiore volatilità macroeconomica, in cui l’orizzonte temporale delle decisioni si è accorciato e l’incertezza sulle traiettorie future è diventata strutturale.
In questo quadro, la valutazione del rischio si sposta inevitabilmente verso la capacità prospettica dell’impresa di generare cassa, cioè verso la sostenibilità finanziaria nel tempo. Il Bollettino evidenzia come gli intermediari attribuiscano crescente importanza alle informazioni forward-looking, in linea con le indicazioni della vigilanza europea e con l’evoluzione dei modelli interni di rating.
Il bilancio consuntivo diventa così un punto di partenza, non più un punto di arrivo.
2. Il ruolo centrale dei flussi di cassa
La centralità dei flussi di cassa rappresenta uno degli snodi concettuali più rilevanti dell’attuale regime creditizio. Il Bollettino mette in evidenza come la capacità di generare liquidità operativa sia il principale fattore discriminante tra imprese resilienti e imprese vulnerabili.
Il flusso di cassa non è solo una misura finanziaria; è una sintesi dinamica del modello di business. Esso incorpora la qualità dei ricavi, l’efficienza dei costi, la disciplina negli investimenti e la capacità di governare il capitale circolante. In un contesto di credito selettivo, la liquidità prospettica diventa la vera “lingua comune†tra impresa e banca.
La crescente attenzione delle banche verso questi aspetti riflette una consapevolezza maturata nel corso degli ultimi cicli economici: il rischio non nasce tanto dall’assenza di utili, quanto dall’assenza di cassa.
3. DSCR: da indicatore regolamentare a criterio sostanziale di valutazione
In questo contesto si colloca l’affermazione del Debt Service Coverage Ratio (DSCR) come indicatore chiave della sostenibilità finanziaria. Sebbene il Bollettino non lo enfatizzi in modo esplicito, la logica sottostante alle analisi di Bankitalia è perfettamente coerente con l’utilizzo crescente di questo indicatore nei processi di valutazione bancaria.
Il DSCR, inteso come rapporto tra flussi di cassa disponibili e servizio del debito, rappresenta la traduzione quantitativa di una domanda fondamentale: l’impresa è in grado di onorare i propri impegni finanziari senza compromettere la continuità operativa?
Ciò che cambia, rispetto al passato, è il modo in cui il DSCR viene interpretato. Non più come fotografia statica, ma come variabile dinamica, osservata su orizzonti pluriennali e integrata in scenari alternativi. La sostenibilità non è più valutata in un singolo esercizio, ma lungo una traiettoria.
4. La valutazione bancaria come processo continuo
Il Bollettino suggerisce implicitamente che la valutazione del merito creditizio non è più un evento puntuale, legato alla concessione del finanziamento, ma un processo continuo di monitoraggio. Le banche osservano l’evoluzione dei flussi, verificano la coerenza tra previsioni e risultati, e aggiornano le proprie valutazioni in modo sempre più frequente.
Questo approccio riflette un cambiamento profondo nel rapporto banca–impresa. Il credito non è più “concesso e dimenticatoâ€, ma accompagnato da un’attività di osservazione costante. In tale contesto, le imprese prive di strumenti di pianificazione finanziaria strutturata si trovano in una posizione di crescente vulnerabilità , perché non sono in grado di fornire al sistema bancario le informazioni richieste.
5. Implicazioni macroeconomiche e microeconomiche
Dal punto di vista macroeconomico, l’attenzione ai flussi di cassa contribuisce a rafforzare la stabilità del sistema finanziario, riducendo il rischio di accumulazione di crediti deteriorati. Tuttavia, essa produce anche un effetto di selezione che tende a penalizzare le imprese meno strutturate, indipendentemente dalla loro capacità produttiva.
A livello microeconomico, questo si traduce in una pressione crescente verso l’adozione di pratiche di controllo finanziario evoluto. La pianificazione dei flussi, la simulazione degli scenari e il monitoraggio degli indicatori diventano elementi essenziali della governance aziendale, non semplici adempimenti.
Il Bollettino di Bankitalia, letto in questa chiave, non è solo un documento di analisi macroeconomica, ma un segnale indirizzato al sistema produttivo: la sostenibilità finanziaria è ormai un prerequisito operativo.
6. La nuova asimmetria informativa
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda l’aspetto informativo. Le banche dispongono oggi di modelli sofisticati e di un patrimonio informativo crescente. Le imprese che non riescono a colmare l’asimmetria informativa rischiano di subire valutazioni conservative, anche in presenza di potenzialità industriali significative.
La capacità di rappresentare in modo chiaro e coerente i flussi di cassa prospettici diventa quindi un fattore competitivo. Non si tratta di “prevedere il futuroâ€, ma di dimostrare la capacità di governarlo.
Conclusione – Il flusso di cassa come architrave del nuovo rapporto banca–impresa
Il Bollettino Economico della Banca d’Italia 1/2026 mostra come il sistema del credito stia evolvendo verso un modello in cui la sostenibilità finanziaria prospettica è il criterio dominante. In questo modello, il flusso di cassa non è una variabile accessoria, ma l’architrave su cui si regge l’intero edificio della valutazione creditizia.
Per le imprese italiane, la sfida non è adeguarsi formalmente a nuovi indicatori, ma ripensare la propria governance finanziaria in modo coerente con questo nuovo regime. È su questo terreno che si deciderà la capacità di accedere al credito, di investire e, in ultima analisi, di competere nel medio periodo.
Nota di continuità della serie
Nei prossimi articoli analizzeremo:
il rapporto tra investimenti, produttività e accesso al capitale;
le implicazioni operative del nuovo regime creditizio per la pianificazione e il controllo finanziario d’impresa



