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📖 La nuova geoeconomia industriale europea

2025-11-19 09:45

Redazione PAOLETTY

La sicurezza energetica come pilastro della competitività industriale europeaLa sicurezza energetica è diventata, nel corso degli ultimi anni, uno dei

La sicurezza energetica come pilastro della competitività industriale europea

La sicurezza energetica è diventata, nel corso degli ultimi anni, uno dei punti nevralgici della competitività industriale europea. Se per decenni la politica energetica era percepita come un ambito separato dalla politica industriale — un tema di infrastrutture, approvvigionamenti e mercato elettrico — oggi queste categorie appaiono del tutto superate. L’energia non è più un semplice input della produzione: è la condizione fondamentale che determina la localizzazione delle imprese, la scelta delle tecnologie, la sostenibilità dei modelli produttivi, la capacità di attrarre investimenti e, in ultima analisi, la posizione dell’Europa nella competizione globale.

La crisi energetica del 2021–2023 ha avuto un impatto che va ben oltre le sue manifestazioni immediate. Ha rivelato che l’Europa, nonostante il suo grado di sviluppo industriale e la sua capacità innovativa, soffriva di una vulnerabilità strutturale: la dipendenza da fonti energetiche esterne, la debole integrazione delle infrastrutture, la lentezza nei processi autorizzativi e una concorrenza internazionale basata su condizioni di energia radicalmente differenti. Quando il prezzo dell’elettricità e del gas è aumentato rapidamente, molte imprese europee hanno sperimentato un’improvvisa perdita di competitività rispetto a concorrenti statunitensi o asiatici che beneficiano di costi energetici molto più bassi o di sistemi di sostegno statale più solidi.

Questa esperienza ha segnato un punto di svolta. Per la prima volta, la sicurezza energetica è stata riconosciuta come una componente essenziale della politica industriale europea. L’energia è diventata una variabile strategica, non più relegata alle considerazioni tecniche del settore energetico, ma collocata al centro delle scelte politiche relative alla decarbonizzazione, agli aiuti di Stato, alle filiere produttive e alla competitività globale. In questo senso, la sicurezza energetica non coincide semplicemente con la disponibilità fisica delle fonti, ma con la capacità di garantire un prezzo stabile, prevedibile e competitivo per l’industria europea.

Il CISAF risponde esattamente a questa esigenza. La sua logica non è quella di “sostenere l’energia” come bene in sé, ma di creare un quadro in cui l’energia — in particolare quella elettrica proveniente da fonti rinnovabili — diventi un fattore competitivo per la produzione industriale. La possibilità di concedere aiuti operativi, di attivare contratti per differenza sull’energia e sulla CO₂, di sostenere l’autoproduzione rinnovabile industriale e di favorire investimenti in infrastrutture energetiche per gli energivori rappresenta un cambiamento di paradigma: l’energia non è più un vincolo, ma diventa una leva strategica.

La sicurezza energetica, però, non riguarda soltanto la disponibilità di energia “a buon prezzo”. Riguarda anche la qualità dell’energia, la sua stabilità nel tempo, la sua compatibilità con gli obiettivi della transizione, la sua integrazione nelle filiere industriali e la sua origine geopolitica. L’industria europea non richiede solo energia abbondante: richiede energia pulita, stabile, programmabile e coerente con i sistemi produttivi emergenti. La produzione di idrogeno verde, ad esempio, non può prescindere da energia rinnovabile in grandi quantità e a costi competitivi; la produzione di batterie richiede stabilità del prezzo; le tecnologie CCUS necessitano di infrastrutture scalabili e integrate.

In questa prospettiva, la sicurezza energetica si lega inevitabilmente alla transizione energetica. L’Europa ha compreso che, nel lungo periodo, la competitività industriale non può dipendere da fonti fossili importate da regioni geopoliticamente instabili: la vera sicurezza deriva dall’autonomia energetica costruita attraverso fonti rinnovabili, reti intelligenti, accumuli energetici e idrogeno verde. Il CISAF integra questa visione sostenendo investimenti industriali che permettono alle imprese di accedere a energia pulita a prezzi stabili, superando il paradosso del passato in cui la transizione, anziché aumentare la sicurezza, sembrava talvolta comprometterla.

La sicurezza energetica è anche una questione di infrastrutture. L’Europa si trova oggi nella necessità di costruire — e in alcuni casi ricostruire — un sistema infrastrutturale continentale che permetta di integrare grandi quantità di rinnovabili, di gestire la flessibilità, di collegare poli industriali a reti di idrogeno, di sviluppare sistemi di accumulo e di realizzare interconnessioni che riducano la vulnerabilità alle crisi locali. La sicurezza energetica è tanto un tema fisico quanto un tema istituzionale: senza una governance integrata, le infrastrutture non possono svolgere il loro ruolo.

Infine, la sicurezza energetica è un elemento di geopolitica industriale. In un mondo in cui la concorrenza globale è sempre più fondata su differenziali energetici — costo del gas negli Stati Uniti, disponibilità di carbone a basso prezzo in Asia, accesso a materiali critici in Africa — l’Europa deve costruire un vantaggio comparato che non dipenda da condizioni contingenti, ma da un modello sistemico basato su innovazione, rinnovabili e stabilità regolatoria. Il CISAF, in questo senso, rappresenta il tentativo più avanzato dell’Unione di integrare energia e industria in un’unica strategia competitiva.

In conclusione, la sicurezza energetica non è più un tema tecnico o settoriale: è il pilastro principale della competitività industriale europea. Essa definisce i costi, orienta gli investimenti, condiziona l’innovazione, determina la localizzazione delle filiere e influisce direttamente sulla posizione dell’Europa nella geoeconomia globale. Il CISAF, integrato con gli IPCEI e con la nuova strategia energetica europea, non sostiene soltanto la transizione: sostiene la costruzione di un nuovo modello industriale fondato sulla sicurezza, sulla sostenibilità e sulla competitività.

 

📘 Estratto dal nuovo libro in uscita sul CISAF

Autore: Paolo Antonino Maria Ferrise

Questo articolo costituisce un estratto del volume di prossima pubblicazione scritto da Paolo Antonino Maria Ferrise:
“CISAF – Il nuovo quadro europeo degli aiuti di Stato per il Clean Industrial Deal
Analisi, principi, applicazioni operative e implicazioni per imprese e pubbliche amministrazioni”.

Il libro offre un’analisi tecnico–scientifica completa del nuovo quadro europeo sugli aiuti di Stato per la transizione industriale, approfondendo il ruolo del CISAF nella politica industriale, nella competitività delle imprese e nelle strategie delle pubbliche amministrazioni.

Ulteriori estratti e anticipazioni saranno pubblicati sul blog www.paoletty.com/blog.

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È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo, senza autorizzazione dell’autore Paolo Antonino Maria Ferrise.

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