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🇮🇹 Cultura Cresce – La nuova infrastruttura finanziaria per l’economia culturale del Mezzogiorno

2025-11-21 21:18

Redazione PAOLETTY

Nel panorama delle politiche pubbliche dedicate allo sviluppo del Mezzogiorno, il programma Cultura Cresce, promosso dal Ministero della Cultura e ges

Nel panorama delle politiche pubbliche dedicate allo sviluppo del Mezzogiorno, il programma Cultura Cresce, promosso dal Ministero della Cultura e gestito da Invitalia, rappresenta una delle operazioni più strutturate degli ultimi anni. Non si tratta semplicemente di un incentivo, ma di una architettura finanziaria integrata, capace di sostenere sia l’avvio sia il consolidamento delle imprese culturali e creative in un’area strategica del Paese. Con una dotazione complessiva pari a oltre 142 milioni di euro, il programma si inserisce nella cornice del Piano Nazionale per la Cultura 2021–2027, Action 1.3.1, uno dei capitoli centrali della strategia ministeriale per la valorizzazione del sistema culturale italiano .

La finalità del bando è duplice: da un lato sostenere la competitività delle imprese, dall’altro creare un ecosistema creativo capace di generare valore economico, occupazione qualificata, innovazione e nuova progettualità nei settori culturali. Il riferimento alle imprese del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) non è un limite geografico, ma un obiettivo politico preciso: attivare una filiera creativa che diventi infrastruttura economica territoriale, non solo attività artistica fine a sé stessa .

Una struttura normativa che distingue e ordina le esigenze del settore

Una delle caratteristiche più interessanti del bando è la sua articolazione in tre capi (A, B e C), ciascuno dedicato a una fascia specifica di soggetti. È un’impostazione che riflette una logica moderna: non si interviene su un settore indistinto, ma si modularizza l’incentivo in base alla maturità dell’impresa, alla sua capacità di investimento e alla sua natura giuridico-organizzativa.

Le imprese con più di cinque anni di attività (Capo A) ricevono un sostegno configurato per progetti più complessi; quelle più giovani o da costituire (Capo B) sono accompagnate in una logica di startup evoluta; mentre il Capo C è dedicato agli enti del Terzo Settore che operano economicamente nel settore culturale e creativo, un segmento spesso trascurato nelle politiche tradizionali, ma che nel Mezzogiorno ha un peso fondamentale come agente di innovazione sociale .

Questa tripartizione non è solo formale: consente una valutazione più precisa della capacità tecnica e organizzativadei richiedenti, una migliore distinzione delle esigenze finanziarie e una maggiore coerenza nell’attribuzione delle risorse pubbliche.

La logica del co-finanziamento pubblico: fondo perduto e tasso zero come leva strategica

Uno degli aspetti centrali del bando — e, potremmo dire, dell’intera filosofia di Invitalia — è la combinazione tra fondo perduto e finanziamento a tasso zero.
Questa logica riflette un principio europeo ormai consolidato: finanziare non solo il costo dell’investimento, ma la capacità dell’impresa di reggere la crescita.

I programmi di investimento possono arrivare fino a 2,5 milioni di euro, con coperture pubbliche che raggiungono l’80% delle spese ammissibili. Per le imprese consolidate e le nuove imprese (Capi A e B) è prevista una struttura tipo 30% fondo perduto e 50% tasso zero; mentre per gli enti del Terzo Settore (Capo C) il mix diventa ancora più significativo (40% fondo perduto e 40% finanziamento agevolato) .

La presenza del finanziamento a tasso zero ha una funzione specifica: costringere le imprese a pensare in termini di sostenibilità finanziaria. Non si tratta di contributi “a fondo perduto puroâ€, ma di investimenti che chiedono alle imprese una progettualità solida, un business plan credibile e una pianificazione finanziaria intelligente. È un incentivo che seleziona la qualità, non la velocità.

Spese ammissibili: una visione ampia e moderna dell’impresa culturale

Il bando Cultura Cresce mostra una comprensione molto evoluta della natura economica della cultura. Le spese ammissibili, infatti, non si limitano agli investimenti materiali tipici (macchinari, impianti, beni strumentali), ma includono:

consulenze specialistiche,

opere murarie entro il limite del 20%,

investimenti immateriali e tecnologici,

produzione di contenuti,

servizi essenziali al progetto,

capitale circolante nella misura del 20% (materie prime, servizi, utenze, fideiussioni) .

Questa apertura è fondamentale perché riconosce la vera natura della filiera: un settore ibrido, dove creatività, competenze tecniche, digitalizzazione e produzione culturale convivono in un processo unico.

La cultura del progetto: tempi e modalità di presentazione

Le domande possono essere presentate dal 10 dicembre 2025, tramite la piattaforma digitale di Invitalia, con una procedura completamente telematica e firmata digitalmente. È un incentivo in valutazione cronologica: ciò significa che la tempistica di presentazione ha un peso tutt'altro che marginale.

Per questo motivo, il bando richiede una preparazione tecnica di livello avanzato: un business plan completo, analisi di mercato, sostenibilità finanziaria, strategia tecnico-produttiva e roadmap progettuale devono essere chiari e solidi fin da subito.
Il programma, inoltre, richiede l’utilizzo di modulistica dedicata e una struttura progettuale conforme agli standard europei per la valutazione di investimenti complessi .

Un’opportunità per il Mezzogiorno e un banco di prova per la visione d’impresa

Cultura Cresce non deve essere letto soltanto come un bando di finanziamento, ma come una politica industriale culturale.
La dotazione finanziaria, pari a oltre 142 milioni di euro, non è un fondo spot: è parte di una strategia più ampia in cui la cultura diventa:

generatore di impatto economico,

capitale immateriale del territorio,

fattore di innovazione,

infrastruttura sociale,

leva per l’attrazione di talenti e investimenti .

Per molte imprese del Mezzogiorno, questo intervento rappresenta l’occasione per passare da una logica di sopravvivenza a un modello di crescita misurabile, fondata su analisi, pianificazione e sostenibilità.
E qui emerge un punto decisivo: la buona volontà non basta. Servono modelli, strumenti, metodologia.

Il ruolo della Financial Vision®: perché un bando così richiede metodo, non improvvisazione

Cultura Cresce si colloca perfettamente all’interno della logica Financial Vision® di Paoletty.
La combinazione di fondo perduto + finanziamento agevolato, la necessità di costruire piani finanziari credibili, la rendicontazione e il controllo di gestione sono tutti elementi che richiedono un approccio strutturato e misurabile.

Il bando nasce per sostenere la creatività, ma richiede una visione economica e finanziaria solida; valorizza i contenuti culturali, ma premia i progetti con equilibri economici e finanziari ben definiti; sostiene le imprese giovani, ma seleziona quelle con governance chiara e capacità di pianificazione.

È, in altre parole, un incentivo perfettamente coerente con il messaggio che Paoletty porta avanti da anni:
la cultura d’impresa passa dalla cultura della misura.

Cultura Cresce offre risorse.
Financial Vision® offre metodo.
L’incontro tra queste due dimensioni crea valore.

Conclusione — non un bando per tutti, ma un’opportunità per chi ha una visione

Il programma Cultura Cresce rappresenta una delle più rilevanti opportunità degli ultimi anni per l’economia culturale del Mezzogiorno. Non è un bando accessibile per tentativi: richiede conoscenza, competenze, capacità tecnica e un approccio strategico fondato su analisi e pianificazione.

Gli strumenti ci sono: fondo perduto, finanziamento a tasso zero, un’ampia gamma di spese ammissibili, e un quadro normativo pensato per accompagnare sia imprese consolidate che nuove realtà innovative.
Ma, come sempre, ciò che fa la differenza non è la risorsa, ma il progetto.

Cultura Cresce è un invito a progettare con visione.
A programmare con metodo.
A misurare con rigore.
È, in definitiva, un incentivo che chiede alle imprese ciò che chiede ai territori: crescere, evolvere, diventare sistema.

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