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🇮🇹Credito d’imposta ZES Unica 2025: entra nella fase decisiva la comunicazione integrativa

2025-11-18 13:24

Redazione PAOLETTY

🇮🇹Credito d’imposta ZES Unica 2025: entra nella fase decisiva la comunicazione integrativa

1. La fase più delicata dell’incentivo: attestare ciò che è stato realmente realizzatoLa ZES Unica entra nel suo passaggio più sensibile: dalla teoria

1. La fase più delicata dell’incentivo: attestare ciò che è stato realmente realizzato

La ZES Unica entra nel suo passaggio più sensibile: dalla teoria all’effettiva verifica degli investimenti. Dopo mesi di programmazione, preventivi, progettazioni e avvisi ministeriali, le imprese che avevano già inviato la comunicazione originaria sono ora chiamate a completare l’adempimento centrale che decide l’accesso al beneficio.

Dal 18 novembre al 2 dicembre 2025, le aziende devono trasmettere la comunicazione integrativa, indicando gli investimenti realmente effettuati tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2025.
Non è un aggiornamento formale: è l’atto che certifica — a pena di decadenza — che quanto programmato nella comunicazione originaria è stato effettivamente realizzato.

Questa fase permette all’Agenzia delle Entrate di allineare il dato programmato con quello realizzato, in un quadro territoriale che coinvolge Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia (aree in deroga ex art. 107, par.3, lett. a, TFUE) e Abruzzo (deroga art. 107, par.3, lett. c).

È il momento in cui la misura si concretizza e diventa verificabile.

2. Regole operative: cosa deve fare l’impresa e quali rischi evitare

Il modello da utilizzare è quello approvato il 31 gennaio 2025 dall’Agenzia delle Entrate, disponibile con istruzioni e da inviare tramite il software dedicato “ZES Unica integrativa 2025â€.

La comunicazione integrativa deve:

  • riportare solo gli investimenti effettivamente sostenuti (entro il 15 novembre);
  • contenere gli estremi della certificazione obbligatoria, che attesta la corrispondenza tra spese sostenute e documentazione contabile;
  • non superare l’ammontare indicato nella comunicazione originaria;
  • includere fatture elettroniche già transitate nel Sistema di Interscambio per la parte documentabile;
  • rispettare rigorosamente scadenze e modalità di invio.

Sono previste alcune eccezioni tecniche: le comunicazioni trasmesse tra il 28 novembre e il 2 dicembre, ma scartate dal sistema, sono considerate tempestive se inviate nuovamente entro il 7 dicembre.
Non sono ammessi invii oltre il 2 dicembre in caso di scarto totale per errori tecnici come “codice autenticazione non riconosciutoâ€, “codice fiscale incoerente†o “file non elaborabileâ€.

Nello stesso intervallo temporale (18 novembre – 2 dicembre) l’impresa può anche:

inviare una nuova comunicazione integrativa che sostituisce integralmente la precedente;

annullare una comunicazione già trasmessa (con conseguente decadenza dal beneficio).

Per gli investimenti non documentabili tramite fattura elettronica e/o acquisiti in leasing, il credito sarà utilizzabile solo dopo la verifica del Centro Operativo Servizi Fiscali di Cagliari, previa trasmissione della certificazione via PEC entro 30 giorni dalla pubblicazione della percentuale di fruizione.

Gli acconti fatturati tra il 20 settembre 2023 e il 31 dicembre 2024, riferiti a investimenti realizzati nel 2025, devono essere certificati come tali e allegati alla documentazione.

Il credito sarà utilizzabile in compensazione con codice tributo 7034, tramite F24 telematico.

3. Perché questa fase richiede programmazione: il punto di vista finanziario

L’adempimento della comunicazione integrativa non è soltanto una verifica amministrativa. È un momento tecnico che misura la capacità dell’impresa di programmare, realizzare e documentare un investimento strategico.

La ZES Unica — con una dote nazionale di 2,2 miliardi — premia chi ha:

  • pianificato correttamente tempi e flussi;
  • strutturato investimenti coerenti con la capacità finanziaria;
  • gestito in modo ordinato la documentazione;
  • controllato in anticipo margini e capacità di sostenere gli impegni.

Ecco perché la fase integrativa diventa una cartina tornasole della solidità aziendale: dimostra se l’investimento è stato accompagnato da una struttura finanziaria coerente o se è stato affrontato in modo improvvisato.

Per molte imprese, questa verifica rappresenta anche un punto di ripartenza:

  • per rivedere il proprio equilibrio finanziario,
  • per aggiornare scenari e capacità di investimento,
  • per allineare rating, fabbisogni e sviluppo industriale,
  • per pianificare correttamente il 2026.

È il momento in cui emerge con chiarezza quanto sia necessario un approccio metodico alla finanza d’impresa, soprattutto in interventi complessi che coinvolgono certificazioni, normative comunitarie e tempistiche rigide.

La programmazione finanziaria — attraverso strumenti come ABC Report®, Budget Azienda®, Business Plan e Planning — diventa l’unico modo per governare investimenti che non possono essere affrontati con superficialità.

Ogni impresa che utilizza la ZES Unica, oggi, è chiamata a una domanda fondamentale:
“La mia struttura finanziaria è adeguata agli investimenti che voglio realizzare nei prossimi anni?â€

Perché la comunicazione integrativa non è solo un documento.
È una prova di maturità finanziaria.

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